NUOVI TAROCCHI: LE MIE SCENEGGIATURE
 

ORACOLO CELTICO
Lo Scarabeo, Torino, 2006
Ideazione di Giordano Berti
24 carte dipinte da Severino Baraldi


Questo mazzo si ispira a un poema gaelico, il Câd Goddeau, “Combattimento degli Alberi”, attribuito al bardo Taliesin, vissuto forse nel VI secolo.
Quello di Taliesin è sempre sembrato agli studiosi un componimento bizzarro, senza capo né coda, finché non è stato scoperto che esso, in realtà, si riferisce al significato divinatorio degli alberi. In pratica, gli astrologi celti avevano collegato ciascun albero ad una delle 13 costellazioni zodiacali del loro calendario luni-solare. Ad ogni albero corrispondeva inoltre una lettera dell’alfabeto celtico e un animale. Le costellazioni-albero-animali (numerate in cifre arabe) sono completate da un giorno senza nome, necessario a uniformare il calendario lunare con quello solare. In questo “Oracolo celtico” ho aggiunto le otto principali feste celtiche (numerate in cifre romane). Sono allegorie delle direzioni nello spazio e nel tempo (cioè i punti cardinali, i solstizi e gli equinozi) su cui si basava l’arte divinatoria dei sacerdoti celti.

 


TAROCCHI DI BACCHUS
Dal Negro, Treviso, 2005
Ideazione di Giordano Berti
78 carte dipinte da Luigi Scapini


Per realizzare questo mazzo mi sono lasciato ispirare direttaente dal dio del vino, conosciuto come Dyionisos dagli antichi greci e Bacco, o Libero, dai latini. È stata un’esperienza emozionante che mi ha portato a pensare ai 78 Arcani con immagini e significati innovativi.
I 22 Trionfi raccontano la nascita del dio del vino, le sue avventure terrene e le vicende che lo portarono a diffondere la viticoltura e i riti misterici collegati all'uso religioso del vino. Per la sceneggiatura mi sono basato su alcuni testi classici greci e latini: Le baccanti di Euripide, Le Dionisiache di Nonno di Panopoli, Le Metamorfosi di Ovidio, oltre a numerosi studi sui Misteri di Dioniso.
Le 16 Figure di Corte rappresentano le Nazioni produttrici oggi più importanti. I quattro Re sono Italia, Francia, Stati Uniti e Australia. Le quattro Regine sono Germania, Spagna, Argentina, Giappone. I quattro Cavalieri sono Grecia, Cile, Ungheria, Sudafrica. I quattro Fanti sono Austria, Messico, Russia e Brasile. Le 40 Carte Numerali si riferiscono alle attività agricole, commerciali e conviviali legate al vino. I Tarocchi di Bacchus, confezionati in un elegante cofanetto, sono accompagnati da un libretto in italiano e inglese. I Tarocchi di Bacchus diventeranno presto i pezzi di un Gioco di Scacchi ideato dallo stesso editore, Dal Negro di Treviso.

 

TAROCCHI DORATI DEL RINASCIMENTO
Lo Scarabeo, Torino, 2003
Ideazione di Giordano Berti 
78 carte dipinte da Jo Dworkin
Golden layout di Pietro Alligo


Questo splendido mazzo si basa sulla versione incompleta di Tarocchi Estensi conservata alla Biblioteca Nazionale di Parigi: solo 17 carte, definite erroneamente “di Carlo VI”. In realtà furono dipinte verso il 1470 in Italia, precisamente a Ferrara, la capitale dell’antico Ducato Estense, che molti storici considerano il luogo in cui potrebbero essere stati ideati i primi Tarocchi. Quando l’editore mi chiese di progettare un mazzo completo dovetti affrontare un problema: come sostituire le carte mancanti? Per quanto riguarda i Trionfi non fu difficile trovare esempi ferraresi del tardo Quattrocento e del primo Cinquecento. Per le Figure di Corte e le Carte Numerali, invece, gli esempi storici sono talmente scarsi che decisi di eliminare anche il sopravvissuto Fante di Spade e di utilizzare come riferimento il meraviglioso ciclo di affreschi fatto dipingere dal duca Borso d’Este nel Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia. Quest’opera, realizzata tra il 1469 e il 1471, quindi contemporanea alle carte “di Carlo VI”, era un vero e proprio talismano, ideato per esaltare il duca Borso e per proteggerlo da ogni avversità. Non a caso l’ideatore degli affreschi, il dotto umanista Pellegrino Prisciani, si avvalse di numerosi trattati magici e astrologici diffusi tra Medioevo e Rinascimento. Quei riferimenti condizionarono solo in parte la mia sceneggiatura. Difatti, scelsi ogni dettaglio in funzione della sua vicinanza ai significati dettati dagli specialisti della cartomanzia e inviai le copie a Jo Dworkin, l’artista che ha magistralmente realizzato le 78 illustrazioni. Così, questi Tarocchi Estensi potrebbero anche essere intitolati Tarocchi di Palazzo Schifanoia, ma lo studio per la doratura realizzato da Pietro Alligo ha imposto il sottotiolo Tarocchi dorati del Rinascimento.

Su questo mazzo hanno scritto interessanti recensioni Cerulean e Solandia.
Si legga anche l’articolo di Diane Wilkes.

 


RAMSETE, TAROCCHI DELL’ETERNITÀ
Lo Scarabeo, Torino, 2003
Ideazione di Giordano Berti
78 carte disegnate da Severino Baraldi


Ho ideato questo mazzo per raccontare, nei 22 Trionfi, la vita e le imprese di Ramsete II (1302-1224 a.C.) e dei personaggi che gli furono accanto nella sua lunghissima vita. Le Figure di Corte e le Carte numerali, invece, descrivono scene fedelmente ricostruite in base alla documentazione storica: lavori agricoli e casalinghi, riti religiosi, imprese militari, traffici commerciali e così via. La sceneggiatura dei Tarocchi di Ramsete ha richiesto un notevole impegno, da parte mia, nella ricerca delle raffigurazioni e nello studio dei testi riguardanti la vita quotidiana in Egitto all’epoca del grande faraone. Per ogni personaggio e situazione ho preparato un ampio testo descrittivo che spero possa essere pubblicato, prima o poi.

Su questo mazzo ha fatto un’interessante recensione Solandia.

 

TAROCCHI DI DANTE
Lo Scarabeo, Torino, 2001
78 carte disegnate da Andrea Serio

Non esiste nessun rapporto storico fra i Tarocchi e Dante Alighieri, ma poiché in origine i Tarocchi, a quanto pare, erano un gioco didattico, non è scorretto usarli come "supporto mnemotecnico". Per la sceneggiatura di questo mazzo ho scelto di dedicare la serie dei 22 Trionfi (o Arcani Maggiori) alle concezioni etiche, filosofiche e spirituali espresse da Dante Alighieri nel Convivio: idee che risalgono a Socrate, Platone e Aristotele, ma che nella loro essenza sono eterne. Per quanto riguarda gli Arcani Minori, nella serie dei Mattoni ho raccontato la vita avventurosa di Dante; invece nei semi di Fiamme, di Nuvole e di Luci ho descritto gli episodi cruciali dell'Inferno, del Purgatorio e del Paradiso. Per l'uso pratico di queste carte, l'esoterista Greta Bonidori ha ideato due curiosi metodi cartomantici.

 


TAROCCHI INCANTATI
Lo Scarabeo, Torino, 1995
78 carte disegnate da Giacinto Gaudenzi

Di questo mazzo ho scritto la sceneggiatura riguardante soltanto le 16 "figure di corte" (fanti, cavalieri, regine e re). In questo caso mi sono basato sulla tradizione ermetica della Golden Dawn, anche se il resto del mazzo non ha nulla a che vedere con la tradizione occultistica inglese.

 

TAROCCHI DEI CELTI 
Lo Scarabeo, Torino, 1994
78 carte disegnate da Giacinto Gaudenzi

Progettai questo mazzo su richiesta della direzione commerciale di Palazzo Grassi, a Venezia, in occasione della grande mostra sui Celti. I 22 Trionfi riassumono le gesta eroiche dei Celti d'Irlanda dall'epoca dei primi colonizzatori dell'isola, nel VII secolo a.C., sino alla conversione al cristianesimo, nel V secolo d.C. Ogni figura rappresenta una divinità o un eroe di un ciclo a sé stante.  Le figure mitologiche, da O a IX, riguardano il conflitto tra i diabolici Fomorians e i loro vincitori, i Tuatha dé Danann. Le figure eroiche, da X a XIV, descrivono l'ascesa e il declino degli Ulaid, che dominarono l'Irlanda fra il I secolo a.C. e il II d.C. Le figure del terzo ciclo, da XV a XXI, descrivono le gesta dei Fianna, bande di cavalieri che difesero l'isola dagli invasori stranieri, sino alla definitiva perdita dell'indipendenza per mano degli eserciti anglo-normanni. Per l'uso pratico di questo mazzo ho suggerito la "Croce celtica", un gioco divinatorio ideato dall'occultista inglese Arthur Edward Waite, vissuto agll'inizi del Novecento.

 


TAROCCHI DEI CELTI 
Lo Scarabeo, Torino, 1994

78 carte disegnate da Antonio Lupatelli


La sceneggiatura che ho preparato per questo secondo mazzo dedicato ai Celti ricalca la precedente, ma con alcune varianti nella sezione mitologica. Anche questo mazzo è stato progettato su richiesta della direzione commerciale di Palazzo Grassi, a Venezia, in occasione della grande mostra sui Celti.
CARTE DIVINATORIE
 

LE CARTE DELLO ZODIACO
Lo Scarabeo, Torino, 1990

22 Arcani disegnati da Giacinto Gaudenzi


Oltre a scrivere la sceneggiatura delle 22 figure, basata sulle concezioni astrologiche tradizionali, ho ideato un gioco divinatorio che costituisce una via di mezzo fra l'astrologia e la cartomanzia. Il metodo "astro-cartomantico" consiste nell'estrazione di alcune carte, la cui lettura incrociata permette di fornire risposte (non si sa quanto veritiere) ai quesiti posti inizialmente.

 

LE CARTE DELLO ZODIACO
Lo Scarabeo, Torino, 1990

22 Arcani disegnati da Cosimo Musio


Questa seconda versione del "gioco dello zodiaco", basata su una diversa sceneggiatura, è stata pubblicata per la rivista "Astra" nel 1991. Il meccanismo di gioco è rimasto identico alla mia versione originale.

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