SIMBOLI DEL DESTINO - Le carte profetiche di Mademoiselle Lenormand
 
Estratto dall’articolo pubblicato sul bimestrale di antiquariato e collezionismo “Charta”, anno XI, n.58, per gentile concessione delle Edizioni Nova Charta, Verona.

Le immagini riprodotte in questo articolo appartengono all’Archivio Iconografico dell’Istituto Graf di Bologna.
 
Marie Anne Adélaide 
Lenormand è stata una 
delle più famose divulgatrici 
della cartomanzia ma 
i praticanti di quest’arte 
la conoscono perlopiù 
con il suo nome abbreviato, 
Mlle Lenormand, che rimanda 
a una serie di bellissimi 
mazzi da divinazione.
Pochi, però, conoscono 
la vita di questa donna, 
forse un po’ maga, 
certamente un’intrigante 
salottiera, ma soprattutto 
un’abilissima promotrice 
di se stessa. 



M.lle Lenormand in prigione a Bruxelles,
nel 1821, attende di essere processata per stregoneria

 

(...)
Mlle Lenormand affermava di essere nata il 27 maggio 1772, ma chi è andato a rileggere i documenti originali ad Alençon corregge: era il 16 settembre 1768. Diceva di possedere sin dall’infanzia una naturale capacità di divinare il futuro; per esempio, all’età di sette anni, quand’era ospite nel convento reale di Alençon (in realtà una semplice scuola tenuta da suore benedettine, dove Marie Anne imparava a leggere e cucire), avrebbe predetto alla badessa la sospensione dalle funzioni direttive (...). 

 
Sibilla o Cassandra?

Mlle Lenormand raccontò pure che nel 1790 si trovava a Parigi e frequentava con assiduità l’aristocratico salotto di Mme de La Saussotte. Altri, però, affermano che Marie Anne andò nella capitale solo nel 1793; per qualche tempo lavorò in una lavanderia, finché conobbe un’indovina, Mme Gilbert, che le insegnò i rudimenti della divinazione tramite i Tarocchi di Etteilla; quest’attività illecita la fece condurre davanti a un giudice, che decretò un breve periodo di carcere. La versione di Mlle Lenormand è diversa: un giorno, alla presenza delle sue nobili amiche, preannunziò la morte di Luigi XVI. Nel 1793, dopo che questa predizione si era rivelata tragicamente esatta, la “novella Cassandra” decise di aprire uno studio di cartomanzia, in Rue de Tournon, alla cui entrata pose la semplice targa “Mademoiselle Lenormand, libraire”. Presto i suoi responsi furono richiesti anche da illustri personaggi del nuovo regime. 
(...)
Intrattenne poi un rapporto del tutto speciale l’Imperatrice Joséphine Beauharnais (1763-1814), della quale la Sibilla scriveva di essere stata intima confidente, al punto che la sovrana permise la pubblicazione dell’analisi chiromantica della sua mano sinistra su uno dei libri di Mlle Lenormand (ma la mano che appare nel libro è la destra). A suo dire, fu consultata pure da Napoleone ma, a causa della scarsa diplomazia, fu incarcerata in due diverse occasioni con vaghi pretesti politici. Millanterie? Molti detrattori, anche qualche giornalista suo contemporaneo, sostengono che tutte queste frequentazioni erano frutto della fantasia della Sibilla d’Alençon, e che anche le sue presunte profezie erano sempre post factum (...).
 
Memorie della Sibilla 

La caduta di Napoleone fu accolta favorevolmente dalla cartomante, sedicente Bourbonienne à l’excès (...). Da quel momento dedicò grandi energie alla compilazione delle proprie memorie. 
(...)
Mlle Lenormand morì a Parigi il 25 giugno del 1843, a 74 anni e nove mesi, lasciando ai suoi eredi una cospicua fortuna e una trentina di manoscritti, ancor oggi inediti. Ma la “Sibilla dei Salotti” portò fortuna a molte altre persone. Anzitutto, fu emulata da una nutrita schiera di nuove profetesse, che diventarono più o meno famose. 
(...)
Al tempo stesso numerosi fabbricanti di carte idearono svariati mazzi cartomantici nel cui titolo compariva il nome della più celebre “sibilla moderna”. (...)
 
Le prime carte sibilline

Il mazzo più antico legato al nome di Mlle Lenormand è La Sybille des Salons, 52 figure ognuna delle quali mostra un personaggio diverso affiancato, nell’angolo in alto a sinistra, da una carta a semi francesi. La versione più antica fu prodotta da Mansion intorno al 1828 (...). Forse, ma è una mia ipotesi, l’editore pensò di adattare ad uso cartomantico le (...) cosiddette “carte da conversazione” o “carte sentimentali”, un genere popolare abbastanza diffuso in Francia, Inghilterra e Germania a partire dalla seconda metà del Settecento. 
(...)
La Sybille di Mansion fu presto ridisegnata dal celebre illustratore Grandville, alias Gérard Jean Ignace Isidore (Nancy 1803 – Vanves 1847) e pubblicata con lo stesso titolo intorno al 1840 dalla ditta parigina B.P. Grimaud. Questo mazzo è stato imitato da numerosi stampatori sino a tempi recenti (...).
Si deve sempre a Grimaud un’ulteriore versione della Sybille des Salons, ridotta a 32 carte e intitolata Le Livre du Destin, del 1850 circa; in questo caso furono rivisitate tutte le figure e i rapporti con le carte da gioco vennero totalmente stravolti, rispetto all’edizione originale. Un’altra versione dello stesso mazzo, ridotto però a 36 carte, fu pubblicata da Grimaud intorno al 1870 col titolo Le Petit Cartomancièn; questo mazzo, a differenza dei precedenti, su ciascuna carta porta anche i significati divinatori positivi e negativi.
Altro mazzo il cui titolo richiama la “Sibilla d’Alençon” è il Grand Jeu de Societé de M.lle Lenormand; ma anche questo non ha nulla a che vedere con la celebre cartomante. (...) La versione più nota è quella prodotta da Grimaud a partire dal 1860 circa. Il Grand Jeu è interessante per il ricco apparato iconografico che fornisce al cartomante inediti spunti nel corso della seduta divinatoria. (...) ci sono scene di vita quotidiana, paesaggi o figure simboliche, mentre al centro c’è un mazzo di fiori che rimanda ai significati divinatori tradizionali; (...) mitologia greca (...) alchimia (...) costellazioni (...) geomanzia.
 
La lunga serie di carte “Lenormand”

Veniamo al Petit Lenormand, il mazzo di carte sibilline più famoso al mondo, e anche il più imitato. Pare, ma non è certo, che il primo modello sia stato pubblicato in Germania verso il 1850; il Deutsches Spielkarten Museum di Leinfelden ne possiede una versione incompleta: 13 carte (sulle 36 che costituiscono il mazzo completo) incise all’acquaforte e colorate a mascherina. Tuttavia, da quell’epoca in avanti si assiste ad una straordinaria proliferazione di questo genere di mazzi, le cui figure ripropongono in maniera sistematica gli stessi simboli, ovviamente aggiornati stilisticamente di mazzo in mazzo. 
(...) Quasi tutte le maggiori aziende produttrici di carte del Novecento hanno messo sul mercato svariati modelli “Lenormand”: la francese Grimaud, l’austriaca Piatnik, le tedesche Dondorf e Schneider, la svizzera AGMüller, la belga Brepols. Analizzando i prodotti di queste grandi firme si può constatare una certa uniformità del disegno e dei colori; a volte la somiglianza è tale che solo il marchio di fabbrica rende riconoscibile l’origine delle carte: per esempio, un mazzo di Dondorf da uno di Piatnik. 
Proprio in virtù di questa eccessiva somiglianza, i mazzi più interessanti, nonostante la scarsa qualità del supporto cartaceo, sono quelli prodotti da piccoli tipografi (anche italiani, cecoslovacchi e ungheresi) dei quali, nella stragrande maggioranza dei casi, il nome e il luogo di produzione è andato perduto assieme alla confezione che conteneva le carte. (...) L’epoca di fabbricazione può venire suggerita, ma non individuata perfettamente, basandosi sull’abbigliamento dei personaggi.
(...)
La moda delle “carte Lenormand” non si è ancora spenta; ancor oggi si assiste, di tanto in tanto, all’apparizione sul mercato (talvolta come allegato a qualche rivista femminile), di mazzi sibillini che riadattano i vecchi simboli allo stile di vita, ai sogni e alle ambizioni più comuni delle donne e degli uomini contemporanei. 
 
TABELLE

Seguono tre box che riportano il numero, il nome della carta e il significato divinario attribuito a ogni figura dei seguenti modelli:
BOX 1: I 32 SIMBOLI DEL “LIVRE DU DESTIN”
BOX 2: I 36 SIMBOLI DEL “PETIT CARTOMANCIÈN”
BOX 3: I 32 SIMBOLI DEL “LIVRE DU DESTIN”

BIBLIOGRAFIA

Du Bois, Louis, De Mlle Le Normand et de ses deux biographies récemment publiées, Paris, Chez France, 1843
Marquiset, Alfred, La celèbre Mlle Lenormand, Paris, 1911
Hoffmann, Detlef – Kroppenstedt, Erika, Wahrsagekarten. Ein Beitrag zur Geschichte des Okkultismus, Bielefeld, Deutsche Spielkarten Museum, 1972
Dimitriadis, Dimitris, Mademoiselle Lenormand. La reine de la voyance, Paris, Perrin, 1990
Jensen, Frank, The Prophetic Cards, 3 voll., Roskilde, Ouroboros, 1985-1990-2000
Schreiber, Charlotte, Playings Cards of Various Ages and Countries, 4 voll., London, 1892-1895

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