PORTACARTE: COFANETTI DA GIOCO
 
Estratto dall’articolo pubblicato sul bimestrale di antiquariato e collezionismo "Charta", anno XI, n.56, Gennaio 2002, per gentile concessione delle Edizioni Nova Charta, Verona.
 



Nella letteratura 
sui giochi di carte 
si trova solo qualche cenno 
ai cofanetti portacarte. 
Le notizie storiche 
su questi oggetti, in realtà, 
sono pochissime.


Cassetta portacarte
legno intarsiato con motivi geometrici,
manifattura italiana, fine sec. XVIII
Faenza, collezione Le Tarot

 

ANTICHI REPERTI

(…) Tra i reperti più antichi e prestigiosi va citato il Pommersche Kunstschrank (“armadietto artistico della Pomerania”), che appartenne a una nobile famiglia tedesca. Si tratta di una bellissima teca in legno con intagli dorati e deliziose figure allegoriche scolpite sulle ante e negli angoli. Rrealizzato intorno al 1610 da un artigiano di Augsburg, l’armadietto conteneva svariati mazzi di carte (a semi tedeschi, italiani e francesi) ciascuno dei quali era tenuto insieme da fascette rettangolari in argento con decorazioni dorate. Purtroppo la teca e le carte, un tempo conservate al Kunstgewerbemuseum di Berlino, sono bruciate durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, cosicché del prezioso manufatto e del suo contenuto resta solo un manciata di foto in bianco-e-nero scattate nel 1905.
(…) Molti fattori rendono molto difficile, se non impossibile, stabilire quale sia il cofanetto portacarte più antico: la mancanza di adeguate testimonianze nei musei, la reticenza dei collezionisti privati a mostrare i loro gioielli, la difficoltà di datare con sufficiente precisione i reperti disponibili. 
(…) Pare che il modo consueto di conservare i mazzi di carte, fossero semplici scatoline di cartone simili a quelle di epoca settecentesca, solitamente ricoperte con carta marmorizzata sulla quale era incollata un’etichetta stampata tipograficamente.




















Cassetta portacarte e portamarche da gioco

legno laccato e dorato, decorato con cineserie,
manifattura tedesca, fine sec. XVIII
Bielefeld, Deutsches Spielkarten Museum

Evitando qualunque ipotesi, sappiamo per certo che i più antichi cofanetti portacarte oggi conservati risalgono al Settecento; una bella serie si trova al Museo di Ca’ Rezzonico, a Venezia, e questo non è un caso, dato che nell’Italia della Controriforma la città lagunare (sede del famoso “Ridotto”, la casa da gioco ritratta più volte da Pietro Longhi) godeva di una libertà di costumi sconosciuta tanto ai suoi territori dell’entroterra quanto alle regioni vicine, in cui prevaleva una rigida morale protestante o ultracattolica.

 
COFANETTI ARTISTICI

Osservando i cofanetti portacarte viene spontaneo soffermarsi non solo sugli elementi interni, cioè i contenitori destinati ad accogliere i mazzi e le marche da gioco, ma anche sull’esterno, che quasi sempre è finemente decorato. A volte le decorazioni sono geometrie più o meno complesse, ma si possono vedere anche scene galanti, paesaggi e “cineserie”; curiosamente, sono rarissimi i riferimenti al gioco.



















Cassetta portacarte e portamarche da gioco

cartone marmorizzato,
scatoline tonde con scene di paesaggio,
manifattura austriaca, inizi sec. XIX
Faenza, collezione Le Tarot

(…) Gli interventi grafici possono essere intarsi, disegni a tempera laccati, ritagli di carte (da gioco o non) protetti con smalto trasparente, applicazioni di placchette in osso, avorio o metalli semipreziosi. A volte i cofanetti sono dotati di semplici coperchi scorrevoli su binarietti in legno, sono chiudibili come scatole da scarpe o mediante semplici incastri, ma spesso sono dotati di cerniere più o meno robuste; in questo caso, l’artigiano può avere predisposto persino una serratura, della quale però non si intuisce l’utilità.
Occorre avvertire coloro che si vogliono avvicinare a questa forma di collezionismo che esistono sul mercato numerosi falsi ben fatti. Come distinguerli? In certi casi è difficile, specie quando il fabbricante ha usato materiali d’epoca. Si possono anche trovare oggetti pesantemente restaurati, che per esempio hanno alcune parti originali e altre rifatte: si riconoscono dalle classiche tane di tarlo e dalle bruniture del legno, che contrastano con le parti recenti visibilmente più chiare e senza tarli (…).

 
PRODUZIONE MODERNA

(…) Agl’inizi del Novecento fu prodotta una grande varietà di modelli che si distinguono per la ricchezza grafica derivante dall’uso originale di tasselli in legno pregiato abbinati secondo le venature e le sfumature di colore.
Esiste, infine, un produzione recente di portacarte in legno comune, in cuoio battuto, in latta stampata a caldo, in cartoncino rivestito all’esterno con pelle o stoffa stampata e foderati all’interno con velluto (…). Sino a pochi decenni fa questi cofanetti venivano fabbricati da meticolosi (…).

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